A_352 - Nelle relazioni sia personali che lavorative l'essere attivi o passivi comporta modi di ragionare e di operare diversi. In generale quello che importa è essere d'accordo sia sul proprio ruolo (attivo, passivo, altalenante, attivo solo in certi ruoli ...) evitando forme di coercizione e capire che in caso di eccessivo malcontento queste modalità vanno ovviamente rinegoziate. Se da un lato certe persone potrebbero gradire persone “oggetto” (cioè che non prendono certe o nessuna decisione e che vivono obbedendo o come una sorta di soprammobile vivente) cioè che è importante ricordare è che comunque non bisogna comportarsi come parassiti e che ci deve essere soddisfazione collettiva. Anche le persone con un ruolo passivo sono importanti e vanno comunque rispettate. Esistono comunque degli eccessi sia nell'attività (aggressività, stanchezza) che nella passività (pigrizia, noia) che sono da evitare. Per esempio, chi ha un ruolo “attivo” è solitamente più lento nell'eseguire i compiti perché deve impiegare del tempo a capire come comportarsi e in che direzione intraprendere a livello decisionale, mentre invece chi è passivo e non deve decidere niente può diventare estremamente più veloce in quello che fa, perché non deve preoccuparsi di altro. In ogni caso se ci sono alcuni dei problemi che ho descritto rinegoziare i ruoli può essere risolutivo.