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"Teneri tintinnii toccavano terre tranquille, tremende tempeste tuonavano turbando tutti." -Marco (poesia)

A_088 - Ritengo che la pratica degli innesti sia semplicemente uno sbaglio filosofico estremamente grave, in quanto si sta violando la naturale identità di un essere vivente, e che esso abbia poi portato abbia portato a conseguenze molto particolare nel nostro pianeta : le specie animali fortemente distruttive e la transessualità. Il sentire parte di se stessi di un sesso diverso dal proprio ritengo fortemente che sia causato da questo tipo di pratica agricola, in quanto sono perfettamente consapevole che quello che noi facciamo agli alberi si riflette sulla nostra salute psicofisica. Volendo comunque anche cercare di fare una critica utile e costruttiva mi sento di suggerire una possibile soluzione : se un albero necessita di un'altra tipologia di pianta per funzionare in modo da produrre frutta con certe caratteristiche, allora credo che sia sufficiente impollinare quegli alberi con i pollini degli alberi necessari. Ad esempio, ipotizzando che un pero abbia un portainnesto di castagno, allora sarà molto probabilmente sufficiente impollinare il pero con il polline del castagno. Nel caso inoltre in cui fosse troppo difficoltoso raccogliere il polline di certi alberi, allora sarà sufficiente piantare alcuni di questi alberi nelle colture in questione (come già a volte viene fatto in certe colture), in modo che gli insetti impollinatori facciano poi la parte di impollinazione con i fiori che trovano nelle vicinanze. Oltre a questo anche piantare fiori vicino agli alberi può essere un buon modo per migliorare la loro impollinazione e di conseguenza il risultato finale. Lo voglio ribadire : le piante non sono dei LEGO che si possono assemblare, sono esseri viventi, pertanto non vanno "mescolati". Oltre all'uso di una adeguata impollinazione anche la fertilizzazione riveste un ruolo importante per quanto riguarda il risultato finale. Oltre a questo c'è da dire che mancando la naturale discendenza della pianta, si perdono tutti i miglioramenti che la pianta aveva apportato nel proprio ciclo vitale, e questo potrebbe essere critico in quanto eventuali parassiti non smettono di evolversi come invece accade per le piante innestate. Il rischio potrebbe essere quello di perdere completamente certe colture a causa di parassiti che si sono evoluti più velocemente delle difese immunitarie delle piante. Lo stesso ragionamento vale per le piante sterili, che non andrebbero mai usate ma sono portate avanti dalle multinazionali per questioni di profitto e per vendere ogni anno nuovamente le piante, anch'esse non si evolvono col passare delle generazioni e pertanto corrono lo stesso rischio delle piante innestate.