A_013 - Per quanto riguarda le attuali tecniche di agricoltura intensiva per la produzione di frutta, volevo esporre alcune considerazioni. Al momento l'agricoltura intensiva prevede l'uso di trattori e carri raccolta e di potature annuali. Questo permette di creare degli impianti che però hanno vita limitata : dopo circa 20 anni tutti gli alberi (che hanno smesso di essere produttivi) devono essere segati, sradicati, gli impianti smontati, i campi riarati, gli impianti (con i pali e i cavi) ripiantati e i nuovi alberi ripiantati. Questo comporta una grande mole di lavori. I nuovi impianti inoltre non saranno produttivi per almeno 6-7 anni. Inoltre questo tipo di agricoltura obbliga sostanzialmente alla pratica dell'apicoltura per favorire l'impollinazione degli alberi, in quando se gli alveari fossero attaccati agli alberi essi sarebbero distrutti con la fine della vita dell'impianto e renderebbero la gestione molto più complicata. In India sono presenti degli alberi da frutto antichi (sono alberi di mango) di svariate centinaia di anni che producono frutta continuamente, senza morire. Si può intuire che la mancanza di tempi morti nella produzione e la continua crescita di questi alberi portano a produrre un volume di frutta sostanzialmente molto superiore, che inoltre risulta essere anche estremamente saporita. Questo tipo di alberi, non morendo, potrebbero consentire anche l'uso di alveari naturali, attaccati a quegli stessi alberi. La vera sfida, in realtà, è quella della raccolta : al momento le nostre attuali tecnologie non ci consentono di raccogliere la frutta dai rami più alti o da alberi tendenzialmente molto grandi. Questo può valere per degli alberi di mango ma anche per degli alberi di ciliegie : il problema resta lo stesso. Non è detto che la presenza di tecnologie migliori non ci possa consentire l'utilizzo di questi “impianti permanenti” per la produzione di frutta con modalità simili a quelle delle food forest.