Riflessioni sulla produzione di imballaggi : versione 1.5
Per quanto riguarda la produzione di imballaggi, al giorno d'oggi capita spesso di trovare imballaggi con materiali misti incollati fra loro come ad esempio le buste imbottite per le spedizioni oppure le confezioni di tetrapak. Il problema di questi imballaggi è che sono difficilmente differenziabili in quanto i materiali per l'appunto sono incollati a strati fra loro.
Un approccio migliorativo potrebbe essere quello di utilizzare una serie di imballaggi monomateriale (esclusi eventuali inchiostri) uno dentro l'altro ma senza l'utilizzo di colle.
Ad esempio le buste imbottite per le spedizioni potrebbero essere realizzate con una parte esterna di carta e una parte interna di pluriball ma senza colla fra queste due parti.
Per quanto riguarda le buste con la finestrella di plastica per leggere il destinatario, sarebbe sufficiente lasciare il buco e non mettere la plastica, facendo quindi una busta di sola carta. In quel modo si faciliterebbe lo smaltimento. Non ci sono sostanziali pericoli reali lasciando semplicemente il foro nella busta.
In questo modo si avrebbero gli stessi identici vantaggi delle attuali buste imbottite ma con in più la completa separabilità e quindi riciclabilità dei materiali.
Lo stesso potrebbe valere anche per altri tipi di imballaggi alimentari. Credo che l'uso di adesivi fra i vari materiali non sia davvero indispensabile per ottenere un imballaggio di valore.
Inoltre per quanto riguarda ad esempio i contenitori in vetro, c'è da dire che se i contenitori fossero di dimensioni standardizzate e non ci fossero particolari disegni sul tappo, utilizzando un incollaggio simile a quelle utilizzata per le lattine di alluminio con etichetta le etichette potrebbero essere completamente separabili e riciclabili in quanto di semplice carta, ed eventualmente si potrebbe organizzare una raccolta del vuoto a rendere per rendere il riciclo ancora più efficiente.
Il motivo dietro a questa potenziale scelta sta nel fatto che per riciclare una singola confezione di vetro con tappo in alluminio viene consumata parecchia energia (sarebbe interessante fare un calcolo ma si intuisce benissimo che le fasi di pulizia, frantumazione, fusione di entrambi i componenti è piuttosto energivora) e che pertando una gestione tramite il “vuoto a rendere” sarebbe una ulteriore ottimizzazione.
Questo dovrebbe valere ad esempio anche per i farmaci in flaconi di vetro, che a volte a causa di una progettazione poco lungimirante non consentono neppure la separabilitè dei materiali che invece potrebbe essere raggiunta con poche migliorie. Lo stesso mi è capitato anche di osservare nei fusti del detersivo, dove i bottoni metallici non sono facilmente rimovibili, quando forse anche in quel caso basterebbe progettare la confezione con più attenzione.
Personalmente credo che i governi dovrebbero OBBLIGARE le aziende produttrici di prodotti per la casa (alimenti, farmaci, detersivi) a far si che il packaging risponda a determinati requisiti, tra cui sicuramente anche quello della facilità di smaltimento.
Alcuni esempi di packaging validi in quanto facilmente smaltibili a mio parere sono rappresentati da :
- Bottiglie in vetro con tappo in alluminio
- Bottiglie in sola plastica
- Buste in sola plastica
- Confezioni solide in plastica, rivestite di carta, rivestite da un'ulteriore busta di plastica trasparente (la busta esteriore serve solo per gli alimenti che devono stare in frigorifero)
- Confezione sottovuoto in plastica con rivestimento in carta
- Vaschetta di cartone rivestita di cellophane (semplicemente avvolgente), da pesare alla cassa oppure con scansione del codice a barre da un foglio dalla cassa
- Per quanto riguarda le bottiglie in vetro con l'etichetta, a mio parere sarebbe meglio che avessero una forma tale da far si che un'eventuale rivestimento cartaceo della parte centrale non si sfili ne sopra ne sotto
Scritto da : Marco Bagnaresi
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